#YoungWinningNetworker: intervista a MariaElena Manica

Di cosa ti occupi?

Sono da poco nel mondo della consulenza strategica, dopo circa due anni nei dipartimenti marketing e comunicazione di alcune multinazionali e un’esperienza come business developer per un’agenzia di sviluppo digitale.

Perché fai network?

Faccio network perché sono cresciuta in un’ambiente dove c’era consapevolezza della necessità di coltivare continuamente le relazioni perché si mantenessero nel tempo. Durante l’università ho conosciuto molte persone con vissuti diversi e mi sono resa conto che l’esperienza di ognuno risultava sempre utile per qualcun altro, anche quando i nessi non erano espliciti: la volontà di creare una rete aiuta a trovarli e a valorizzarli.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe cominciare a fare networking?

Di cominciare per il gusto di farlo, di conoscere storie diverse. Ascoltando e trasmettendo interesse ci si mette in gioco e si crea la propria rete sociale, che può soccorrerci quando i canali tradizionali non ci vedono. Un network garantisce poi sempre almeno un’altra prospettiva sulle cose. Infine, secondo me è importante mettersi in gioco senza preteun ritorno nell’immediato né con una relazione causa-effetto. Il network è un investimento e – come sostiene Keith Ferrazzi nel suo illuminante “Never Eat Alone” – è il net worth di ognuno di noi.

Come ti ha aiutato il networking a raggiungere i tuoi obiettivi?

Più del networking in senso stretto, mi ha aiutato la cultura della relazione – che poi è alla base dello stesso, ma che spesso non viene valorizzata adeguatamente. Mi ha aiutato il mettermi nei panni dell’altro ascoltando le sue storie, apparentemente con un senso o un contesto lontano dal mio. Riuscire a mantenere relazioni nel tempo mi ha anche qualche volta sorpreso, in modo inaspettato: non dobbiamo dimenticarci che le persone sono dei punti in una rete e che questi punti sono fluidi, in continuo cambiamento, come la vita di chi li costituisce.

Perché consiglieresti a chi legge di iscriversi a YWN?

Lo consiglierei a chi ha voglia di mettersi in gioco, di conoscere nuovi punti di vista e di stimolare la discussione su temi di women diversity, anche quelli di cui meno si parla. Ad esempio, a volte si confonde la donna leader e di successo con la donna che si veste e si comporta da uomo. In realtà spesso il successo e la vera leadership assumono dei toni più sobri, ma non per questo meno potenti. E’ importante costruire insieme delle consapevolezze anche in questo senso per una carriera equilibrata e sana, col prezioso apporto di donne che sono più avanti nel proprio percorso professionale e personale rispetto alle socie di YWN.  Infine, lo consiglierei a chi ha voglia di rischiare di conoscere nuove persone anche solo per il gusto stesso di conoscere.