#Storiedipassione – In giro per il mondo grazie ai Social

Ho conosciuto Nicoletta il mese prima che partisse per la sua grande impresa: viaggiare da sola in giro per il mondo grazie agli amici e “amici di amici” di Facebook. Un’idea nata dalla teoria dei 3 gradi e mezzo di separazione di Facebook e che è riuscita a portare Nicoletta nelle case dei locals di tutti e 5 i continenti e a creare una community bella, allegra e stimolante intorno a sé: il filo di Nicky.

Ho rivisto Nicoletta al suo ritorno nella bellissima cittadina di Cavalese, sua città natale che la accolta con una grande festa, ancora più entusiasta, ricca e felice di quando era partita. Qui alcuni suoi racconti e suggerimenti per intraprendere un’esperienza altrettanto coraggiosa come cambiare città, fidanzato o lavoro!

Quando hai capito che volevi essere una travel blogger?

Ho sempre amato molto viaggiare e scrivere, prima scrivevo su Ninja Marketing e Milano Free. Sono stata free lance a lungo nel mondo della comunicazione, lavoravo e poi prendevo 3 mesi per viaggiare, fino a quando ho iniziato un lavoro più stabile e mi sono ritrovata a viaggiare sempre nelle due settimane di agosto in cui non ci si dovrebbe muovere da casa!  Allora ho sentito il bisogno di viaggiare ancora, di sentirmi libera, ma dovevo farlo con un piano! Un piano che raccontasse la mia storia, che mettesse in luce tutto quello che avevo imparato negli anni. Sono andata dritta per la mia strada, impegnandomi nella costruzione del viaggio, nella ricerca degli sponsor e in un anno la community è cresciuta di 12.000 persone su Facebook e 20.000 su Instagram.

Le tappe più belle del tuo viaggio?

I luoghi migliori sono stati quelli in cui una volta arrivata, ho avvertito un grande momento di libertà, ho allargato le braccia e avevo solo voglia di cantare e piangere dalla felicità!

Il primo luogo della lista del cuore sono le Maldive, non ci sono solo delle bellissime spiagge ma anche le persone del luogo sono incredibili. Ricordo bene i bambini, i piedi scalzi, il tramonto così rosso, il profumo dei frangipane e le persone locali che ogni giorno camminavano in direzione del sole per vedere il tramonto. Lì, ho capito che se doni a te stesso, tutti i giorni, il tempo per vedere il tramonto, basta poco per vivere felici, senza conformismi, trucco o sopracciglia disegnate.

Il secondo è stato il Vietnam, un viaggio in bicicletta da Ho Chi Minh fino al confine con la Cambogia. Il giorno prima di partire, dormivo a casa di “amici di amici”, avevo un po’ di timore, non conoscevo nessuno e non sapevo esattamente che giro avrei fatto, ma mi sono completamente affidata a due amici, ciclisti esperti, che mi avevano indicato due punti sulla mappa. Quando sono partita, ho superato il traffico della città, sono arrivata sulle strade di campagna, in alcuni villaggi dove per 5 giorni ho incontrato solo vietnamiti. Dove non capivo la lingua, ma riuscivo a comunicare con le persone che al ristorante si sedevano accanto a me incuriosite.  Mi sono sentita libera, sicura, tranquilla e ho capito che quando hai una sfida da intraprendere e non sai cosa succederà, spesso è più facile del previsto!

Tra i travel blogger ci sono più uomini o più donne?

Tante ragazze si raccontano in viaggio, ma poche viaggiano così avventurosamente come me e photografersofdreams, toohappytobehomesick.  I ragazzi sono molti di più: mondo aeroporto, vagamondo, humansafari, mondeando.

È più facile viaggiare da uomo o da donna?

Non ho ancora deciso, da una parte è difficile in paesi dove la donna sola è vista come troppo intraprendente, in India e Srilanka non ti nascondo che è stato complicato. Dall’altra parte, molte persone hanno un atteggiamento protettivo con te che non avrebbero con dei ragazzi.

Qual’ è la travel blogger che ti piace?  

Blondabroad, è bravissima!

Next steps?

Dormire non lo posso più dire, ottimizzare il sito, pubblicare tutto quello che non è stato ancora pubblicato. Progetti a livello locale e partnership con alcuni Brand. E poi senza dubbio far parte della Milano Digital Week organizzata da Cariplo Factory!

Tre consigli per le giovani donne per seguire la loro passione!

1) Ascoltarsi – È inutile prendere una strada che va bene a qualcun altro. Ho incontrata Cliomakeup nel 2011, che voleva fare la truccatrice e tutte le dicevano che sarebbe finita a lavorare da Sephora e poi. guarda dove è arrivata. Bisogna capire in cosa siamo pronti ad investire tutto il nostro tempo ed energie.

2) #MakeitHappen – Se non ora quando? Serve un po’ di azzardo, fare il passo più lungo della gamba. Nel mio caso è stato comprare il biglietto. Avevo 8 mesi per lasciare il lavoro, chiudere casa e sistemare tutto.

3) Circondarsi di persone positive che ti incoraggino, supportino e da cui prendere sempre nuova ispirazione.

 

Francesca D’Amico