Perché l’intelligenza emotiva dovrebbe guidare la parità di genere

Serve a ben poco un alto QI se non siamo capcaci di riconoscere ed esprimere le nostre emozioni e quelle degli altri, in altre parole se non siamo dotati di intelligenza emotiva.

Il tema dell’intelligenza emotiva è stato trattato nel 1995 da Daniel Goleman nel libro “Emotional Intelligence” tradotto in italiano nel 1997 “Intelligenza emotiva che cos’è perché può renderci felici”.
Grazie a questo libro quindi anche in Italia il tema dell’intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico, sia in ambito organizzativo e aziendale.

Nel rappordo di “State of the Heart” è stato dimostrato che gli uomini e le donne non hanno in realtà grandi differenze nei livelli di “emotional quotient” (EQ) generale, la differenza si trova in come ogni dimensione dell’intelligenza emotiva è sviluppata in ognuno di noi.

 

Le caratteristica dell’intelligenza emotiva che ognuno di noi codifica sono:

  • Auto-coscienza o consapevoleza, cioè la capacità di comprendere quello che sentiamo e produrre risultati riconoscendo le nostre emozioni;
  • Autocontrollo che consiste nell’abilità di gestire lo stress e le emozioni in modo efficace;
  • Empatia la capacità di sentire gli altri e di comprendere le loro emozioni e i loro sentimenti;
  • Abilità sociale, cioè l’abilità di gestire bene le emozioni nelle relazioni, raggiungere accordi e creare connessioni positive e rispettose con gli altri.

In questo contesto di solito gli uomini di solito sviluppano maggiormente le capacità legate all’autocontrollo e all’assertività, mentre le donne invece in empatia e capacità emotive. Altre ricerche suggeriscono che per raggiungere i propri obiettivi, le donne generalmente sacrificano la salute fisica, mentre gli uomini sacrificano la salute emotiva.

 

 

L’intelligenza emotiva influenza l’uguaglianza di genere?

Ora che abbiamo una visione d’insieme di cos’è l’intelligenza emotiva, possiamo pensare ai suoi effetti nel mondo del lavoro, e in particolare sulle tematiche di genere. Alcuni studi dimostrano come il modo in cui le “competenze emotive” maschili e femminili sono gestite, influeza direttamente la maniera in cui le questioni di genere vengono trattate all’interno delle varie organizzazioni. L’equità di genere è collegata a come ci sentiamo dal punto di vista emotivo, infatti quando sviluppiamo la nostra intelligenza emotiva, tendiamo a essere più consapevoli, più autentici e più connessi con gli altri.

 

 

Inoltre l’equità di genere è necessaria per la diversità di pensiero, esperienze e opinioni, stimolando così una maggior livello di intelligenza emotiva. Non possiamo sentirci “equi” ed essere in relazione con gli altri finché non siamo veramente in relazione con noi stessi. Non possiamo raggiungere l’equità finché non comprendiamo le nostre stesse emozioni, impariamo a gestirle e diventiamo presenti ed empatici verso gli altri, che possono pensare diversamente da noi. Mantenere più prospettive in modo da poter essere più inclusivi è il fattore abilitante dell’equità di genere e dello sviluppo dell’intelligenza emotiva.