Non chiamatemi SUPEREROE, Roberta Liguori

“Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare” cantava Jim Morrison, eppure avere un sogno non è sufficiente per vedere sbocciare i propri desideri. Identificare i propri obiettivi e costruire una strategia vincente, per trasformare un sogno in realtà, è la chiave di successo per coronare di soddisfazione la propria vita. Un concetto caro a Roberta Liguori, Mental Coach e autrice di “Non chiamatemi supereroe” il suo nuovo successo letterario edito da Fabbri Editori

Se un giorno i tuoi sogni fossero stroncati da una grave malattia, smetteresti di sognare? E’ la storia di Roberta, che davanti alle insidie della vita ha saputo rispondere con determinazione, sognando ancora più forte. Un sogno composto da 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa chiamato Ironman, un’avventura destinata solo ai Supereroi? 

Secondo Roberta tutti possono compiere imprese straordinarie, per alcuni potrebbe essere il conseguimento di un titolo di studio, per altri il desiderio di affermarsi nel mondo del lavoro, per altri ancora una competizione sportiva, tutti i sogni possono essere realizzati! Nel suo ultimo libro l’autrice racconta come, tra difficoltà e fatica estrema, si è allenata fisicamente e mentalmente per tagliare il traguardo di una competizione sportiva senza eguali. Preziosi consigli di mental coach e interessanti esercizi mentali per visualizzare e raggiungere i propri obiettivi, intervallati dai momenti salienti della competizione. Al fianco di Roberta ti tufferai tra le onde del mare, monterai in sella a una bici sfrecciando tra le urla incoraggianti della folla, correrai passo dopo passo tagliando il traguardo e scoprirai quanto allenare la mente sia determinante per raggiungere i tuoi sogni

 

 

”Roberta cosa significa allenare la mente all’eccellenza? Quanto l’allenamento della mente ha influenzato sul risultato della tua impresa?”

 

Si dice che l’ironman sia per il 50% allenamento fisico e per il… 90% allenamento mentale. Ovviamente in una impresa come questa, come tutte le imprese di endurance, ma anche nella vita stessa, allenare la mente è il discriminante che spesso fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra l’ottenere i risultati sperati o l’accontentarsi. Allenare la mente all’eccellenza significa proprio questo, evitare di accontentarsi e tendere a risultati eccellenti.

L’allenamento mentale si basa su un presupposto: i nostri pensieri e i nostri comportamenti si allenano proprio allo stesso modo: come possiamo esercitare un muscolo per renderlo più tonico, energico e scattante, e fare così in modo che possa essere utilizzato più facilmente e con maggior risultati, allo stesso modo possiamo allenare quei comportamenti che ci permettono di ottenere ciò che vogliamo nella vita e di innalzare la qualità della nostra esistenza. Per fare questo, è importante prendere consapevolezza di quali comportamenti stiamo già allenando: a volte scopriamo che, magari senza rendercene conto, ciò che alleniamo sono la procrastinazione, il trovare scuse e il pessimismo!

 

“Per usare un gioco di parole, trasformare un sogno in realtà è un’impresa straordinaria? Come possiamo dare forma a un sogno rendendolo raggiungibile?”

 

Semplicemente prendendo una decisione: nel momento in cui trasformiamo un sogno in un obiettivo, gli diamo una data di scadenza e definiamo un piano d’azione per realizzarlo, qualsiasi impresa, anche la più complessa, può essere resa reale. Ciò che fa la differenza tra chi riesce e chi invece rinuncia è la determinazione. E, attenzione, la determinazione, come la forza e il coraggio non sono cose che “hai” o “non hai”. Sono cose che “fai”. Smettiamo quindi di rifugiarci dietro la scusa delle caratteristiche innate personali, perché queste sono, appunto, solo sterili scuse. Lo stato d’animo che indossiamo ogni giorno non è qualcosa che abbiamo o meno, è qualcosa che decidiamo di fare. E possiamo farlo tutti allo stesso modo, nessuno escluso.

 

“Sognare forte” richiede una forte determinazione. Come possiamo mantenere alta la  determinazione durante il percorso, diminuendo il rischio di arenarsi in una spirale di scuse?”

 

Dividendo qualsiasi percorso in piccoli obiettivi. La maggior parte delle volte veniamo spaventati dalla grandezza di un obiettivo e dalle tante attività che questo richiede e preferiamo rinunciare adducendo scuse sulla sua non-fattibilità. Quando invece dividiamo il percorso in obiettivi più fattibili, scanditi nel tempo, realizzabili e motivanti, tutto diventa più facile.

 

“Restare fuori dalla propria testa” per difendersi da noi stessi e dalle bugie che ci costruiamo. Quante volte hai usato questa tecnica durante i lunghi chilometri di corsa che ti separavano dal traguardo finale? 

 

Questa tecnica è una delle più potenti per stare nel “qui e ora” e permette di sconfiggere i “mostri” più potenti che si incontrano in una gara di endurance e, a volte, anche nella vita: i nostri pensieri.

Ho usato questa tecnica moltissime volte e la uso anche quando sono preoccupata per qualcosa o quando devo prendere una decisione importante: basarsi su fatti reali e non su supposizioni o ipotesi create dalla nostra mente è sicuramente una chiave vincente per compiere scelte sagge.

 

Cosa significa apprendere la grandezza attraverso il modeling e sedendosi sulle spalle dei giganti? Chi sono i tuoi giganti di riferimento da cui cerchi ispirazione? 

 

Quando vogliamo imparare a fare qualcosa, spesso è utile modellare chi queste cose le fa già molto bene. Osservando cosa fanno queste persone e come lo fanno, comprendendo come ragionano e quali comportamenti mettono in pratica di fronte a ogni situazione, possiamo scoprire le loro strategie mentali di successo; applicando poi queste strategie alla nostra vita, otterremo risultati in tempi molto più rapidi. Il modeling è quindi di fatto un acceleratore di risultati.

Io ho utilizzato spesso questo sistema ed è proprio grazie al modeling che ho ottenuto velocemente risultati professionali, sportivi e nella vita privata.

Per diventare una trainer e una coach efficace ho infatti osservato e studiato i grandi trainer e i coach nazionali e internazionali: i miei modelli sono Richar Bandler, Kathleen La Valle, Alessandro Mora, Livio Sgarbi, Owen Fitzpatrick, Tony Robbins.

 

Il consiglio che ti sentiresti di lasciare a chi ha un sogno abbandonato in un cassetto…

 

Tiratelo fuori. Subito. I sogni nel cassetto fanno la muffa.

 

Roberta Liguori

 

A cura di Eleonora Brignoli
Titolo: Non chiamatemi supereroe. Come realizzare imprese straordinarie senza avere i superpoteri
Autore: Roberta Liguori
Anno edizione: 2020