L’immagine professionale, strumento di comunicazione

Come ormai da tradizione, per il terzo anno consecutivo, è Cristina Lazzari la protagonista per la chiusura dell’anno degli eventi di Young Women Network a Roma. È il Team building il tema del mese di dicembre e grazie a Cristina abbiamo potuto considerare l’argomento da un punto di vista spesso sottovalutato ovvero la nostra immagine professionale, il dress code e l’organizzazione di eventi.

Le tematiche più gettonate quando si parla di team building le conosciamo tutte: attività di gruppo che possono variare dal team game, team experience, team wellbeing, fino ad arrivare a citare la psicologia sociale di Kurt Lewis che studiando i fenomeni di gruppo in termini sperimentali arrivò alla conclusione che il gruppo è un entità diversa rispetto all’insieme dei singoli individui e assume la concezione di totalità dinamica a sè.

Creare un gruppo non è facile: quello che serve è trovare un’identità, un sentire ed intedersi comune, avere degli obiettivi e creare qualcosa che sia riconoscibile tra i membri e che li faccia sentire parte di qualcosa.

L’errore comune che fanno molte aziende è decidere di creare un progetto o di raggiungere uno scopo senza prima creare il gruppo e senza questo senso di appartenenza è assai difficile riuscire a raggiungere lo scopo.

 

Il dress code, l’immagine professionale può essere un qualcosa da non sottvalutare per far sentire i membri di un team parte della stessa squadra. La nostra immagine professionale deve rispettare alcuni valori (i nostri e dell’azienda), deve essere adeguata alla squadra, oppure, più rischioso ma possibile, può essere “aspirazionale” al ruolo che vogliamo ricoprire. Quello che indossiamo parla di noi, è appunto un codice che viene condiviso e che ci serve ad essere in armonia o meno con noi stessi e con gli altri. Ecco perché quasi sempre quando si organizza un evento viene specificato il dress code, per permettere a tutti di essere adeguati con il gruppo.

Gli eventi delle aziende non sono delle semplici feste ma un vero e proprio strumento di marketing che può avere diversi scopi: far sentire tutti parte di un unico sistema, un modo per farsi vedere da clienti o potenziali tali, un vero e proprio investimento per creare il gruppo, appartenenza. L’organizzazione perfetta di questo è fondamentale e deve essere fatto con molta minuzia perché sono tante le variabili che possono rendere l’evento un successo o al contrario un vero e proprio disastro. Pensiamo ad esempio ad un catering insufficiente, a camerieri scontrosi, persone fuoriluogo, musica fastidiosa.

 

 

 

A concludere la nostra serata con Cristina, una piccola simulazione di organizzazione dell’evento dove alle socie è stato chiesto di pensare proprio a tutto: obiettivi dell’evento, target, budget, concept e titolo, dress code, comunicazione, inviti, location , menu ecc.
Un piccolo esercizio che ha realmente fatto comprendere quanto sia complicato ma allo stesso importante e potente l’organizzazione di un evento e quanto l’immagine, spesso ingiustamente considerata solo come qualcosa di superficiale, sia in realtà qualcosa di molto più complesso e che spesso può far la differenza nel fissare il ricordo di noi in importanti occasioni lavorative ma anche personali.

Non sottovalutiamo dunque la nostra immagine!

 

Di seguito alcuni titoli lasciati da Cristina per chi volesse approfondire la temantica:

• Laura Bovone, “Rappresentarsi nel mondo”, Franco Angeli.
• Ines De La Fressange e Sophie Gachet, “Come mi vesto oggi”?, L’ippocampo.

Scritto da Silvia Colaneri