Un caffè e un libro: Le vittoriose, Storie di donne tenaci

La galleria di ritratti, dipinti dalla penna di Eliana Di Caro è un viaggio alla scoperta di venti incredibili donne distintesi per coraggio, passione, determinazione, desiderio di riscatto e voglia di arrivare. In punta di piedi l’autrice racconta la storia di chi è riuscita a interpretare l’essere donna come chiave di volta del proprio destino e di quello del proprio paese e comunità. 

La determinazione delle protagoniste è un messaggio di speranza rivolto a coloro che dovranno costruire la società di domani, un incoraggiamento e dimostrazione che non si è inesorabilmente destinate alla subalternità. Un concetto ben noto alla prima protagonista, Luciana Lamorghese Ministro dell’Interno, la cui carriera è stata un percorso costellato da successi professionali, in cui emerge con forza l’importanza della competenza, affiancata all’esperienza sul campo e necessaria per interpretare un ruolo così impegnativo.

 

“Le donne, essendo abituate ad affrontare più problemi contemporaneamente, hanno un senso di pragmatismo e concretezza che permette di individuare soluzioni più semplici, magari non contemplate dai loro colleghi”.
Luciana Lamorghese, Ministro dell’Interno Italiano

 

Esempi brillanti di donne che rivendicano il diritto-dovere di lavorare ed emergere grazie ai loro talenti. Un grido univoco che punta i riflettori sul ruolo della donna all’interno della società, perché come sostiene Dainora Pociute, prima Presidente del Senato accademico dell’Università di Vilnius, la casalinga non è più contemplata e non lo era nemmeno nei momenti più bui. Persino durante i periodi bellici le donne risposero con fermezza alle necessità delle loro nazioni, dimostrando le loro abilità e competenze. 

Una cavalcata verso la rivendicazione dei propri diritti e luoghi, sempre più echeggiante anche tra le file politiche internazionali. Infatti, la sempre più rilevante presenza femminile ai vertici riflette l’importanza di una rappresentazione politica, in grado di comprendere le necessità di tutte le donne. Un’idea gridata a gran voce da Erna Solberg, leader del Partito Conservatore norvegese, e sostenuta dalla collega indiana Bina Agarwal:

 

“In parlamento le quote rosa servono perché senza di esse non ci saranno protagoniste che dimostrano che le donne possono essere delle leader migliori degli uomini”.
Bina Agarwal, Economista e dello sviluppo e dell’ambiente all’Università di Manchester

 

Storie di donne che spinte dalla scia dei loro desideri, dall’impegno e orgoglio con cui seguono il proprio cammino, ricoprono ruoli di prestigio. Nemat Shafik, direttrice della London School of Economics, è l’esempio virtuoso che si può arrivare laddove vogliamo anche se le nostre competenze possono essere minate dallo scarso apprezzamento dei più scettici:

 

“I colleghi (uomini) ti mettono alla prova per capire se sei abbastanza dura, se riesci a prendere decisioni difficili. Ma ho realizzato che basta lavorare in modo umile, e bene ogni giorno. Alla fine chi è scettico cambia idea su di te”.
 Nemat Shafit, Direttrice London School of Economics

 

Decisioni difficili, sofferte e ragionate come quella raccontata da Anne-Marie Slaughter, docente di politica e affari internazionali all’Università di Princeton ed ex direttrice della Pianificazione politica del Dipartimento di Stato, che racconta la difficoltà di tornare sui propri passi. La determinazione scaturita dall’esigenza di privilegiare la famiglia alla virtuosa carriera lavorativa. Una decisione non priva di critiche e incomprensioni, da parte di chi considerava la sua resa una rinuncia alla presunta inconciliabilità tra casa e lavoro. 

 

“Sono una femminista convinta e credo che uomini e donne possano aspirare ad avere entrambe le cose, ma dobbiamo cambiare il modo in cui concepiamo la carriera dando pari importanza al lavoro e alla cura delle persone. E poi c’è la questione maschile: non ci sarà un’uguaglianza vera finché gli uomini non avranno un ruolo attivo in casa”.
Anne-Marie Slaughter, docente di politica e affari internazionali all’Università di Princeton

 

Infine ci sono loro, donne che attraverso la loro voce ci invitano a riflettere sulle vite volubili e fragili di altre donne. Vita, come la commovente storia di Iram Saeed, sfigurata dall’odio cieco e iracondo di un pretendente mai conosciuto né amato. Una storia segnata dal gesto di un momento lontano eppure così incisivo, da lasciarle un segno indelebile scolpito nell’anima e sulla pelle. Vita, come quella dilaniata di Taty Almeida, che aspetta da oltre trent’anni risposte alle sue domande più buie: dove sono i nostri figli che lottavano contro la dittatura? Vita, come quella coraggiosa di Pinar Selek, che lotta per la tutela delle minoranze rivendicando l’invisibilità del genocidio armeno e del silenzio lasciato dalla scomparsa di uomini e donne. 

 

A queste vite e storie Eliana di Caro ha dedicato un racconto emozionante e illuminante, in grado di condurci per mano alla scoperta di volti e vissuti meritevoli di riflessione. Leggendo i loro racconti ogni donna riuscirà a immedesimarsi in frangenti di emozioni uniche e corali, in grado di riecheggiare nei nostri cuori per mostrarci come vite, apparentemente distanti dalle nostre, sperimentano le nostre stesse paure e gioie.  A queste donne va il mio pensiero, che siano per noi fonte di ispirazione. Nella speranza di leggere le nostre future storie, in una galleria di volti di giovani donne intraprendenti. 

 

A cura di Eleonora Brignoli

 

 

Titolo: Le vittoriose. Storie di donne tenaci
Autore: Di Caro Eliana
Editore: Il Sole 24 Ore
Anno edizione: 2020