Human Leadership. Per essere un vero leader prima bisogna conoscere se stessi, Nancy Cooklin

Per molto tempo il significato primario della parola Leadership è stato strettamente correlato alla parola “fare”, proiettandolo sui vertici delle gerarchie organizzative e per i ruoli di governo delle nostre comunità. Un significato ormai anacronistico e decontestualizzato dal tempo presente che stiamo vivendo. 

Lo sa bene Nancy Cooklin, coach, counselor e formatrice, che attraverso l’approfondita esperienza professionale maturata a stretto contatto con organizzazioni, società di consulenza e professionisti, ha creato il modello “Human Leadership”.

 

Copertina

 

La Leadership umana riconosce il proprio io al centro del bagaglio evolutivo collettivo, come chiave costante di crescita individuale e comunitaria. Essere un* Human Leader significa impegnarsi costantemente per diventare il meglio di se stessi, mettendo le proprie competenze e i progressi al servizio delle persone che ci circondando. In qualità di Leader, abbiamo la possibilità di ispirare e lasciarci ispirare, generando uno scambio positivo di sinergie, che partono da una percorso di consapelezza e apprezzamento dell’unicità del fattore umano.  

Partendo da questo concetto, apparentemente semplice, Nancy Cooklin identifica la chiave per guidare gruppi di lavoro: essere presenti come persone complete, Leader umani. Attraverso il suo ultimo libro, consiglia una serie di concetti semplici e pratici, facili da seguire, per pensare in modo diverso alla propria quotidianità, diventando un perfetto Human Leader.

 

Nancy Cooklin

 

Nancy, negli ultimi anni la definizione di Leadership è stata associata a diversi significati, qual è la tua definizione?

Leadership significa coerenza e autenticità, in primis con se stessi e successivamente verso gli altri. Essere Leader significa osare costantemente, ampliando le proprie prospettive e visuali, adottando un cambio di approccio anticonvenzionale, e soprattutto una strategia di azione inclusiva. La vera componente di un Leader è l’ascolto attivo, verso il proprio io e il team che lo circonda, sia nella sfera professionale che lavorativa. 

Infatti, il riconoscimento del Leader arriva grazie all’approvazione delle persone con cui agisce, che è generata dall’impatto positivo che il Leader ha sulla propria sfera di riferimento. Per questo motivo preferisco parlare di autorevolezza, e non di autorità. Leader è chi, soprattutto in questo momento, riesce a raggiungere l’obiettivo prefissato senza dimenticare l’aspetto umano e il benessere delle persone.

 

Essere un Leader è un destino riservato a pochi eletti, oppure tutti possono diventarlo?

Sfatiamo subito un mito: tutti possono essere Leader, sia nella vita professionale che privata. Essere Leader significa ispirare, ascoltare e condurre il proprio network, professionale e personale, verso un miglioramento costante. In qualsiasi campo, a qualsiasi età, tutti possiamo essere fonte di ispirazione e guida. Il mio consiglio è di abbandonare questo volo di incertezza e iniziare un cammino di consapevolezza con se stessi. Rimettere al centro il proprio io, indagandosi a fondo, è il primo passo per conoscere il Leader che è in noi.

 

Nel tuo ultimo libro, Human Leadership, affronti il tema della felicità: esiste una stretta correlazione tra felicità e leadership?

La felicità e la Leadership si intrecciano tra le onde della libertà e dell’appartenenza. Per essere pienamente felice è necessario domandarsi chi realmente si è, cosa ci si aspetta dall’ambiente che ci circonda e come realmente interagiamo con l’ambiente. Le felicità è un perfetto equilibrio di più fattori, come un termometro da monitorare costantemente. Il Leader che ha a cuore la propria felicità e quella delle proprie persone riuscirà a creare un clima di costruttivo e positivo, all’interno del quale tutti vorranno collaborare. 

Allo stesso tempo, esistono vari stimoli e livelli di felicità, e non bisogna pensare che la felicità sia immediata. Infatti, esiste anche la fatica buona, costituita di piccoli passi intermedi formati da gesti faticosi, al fine di raggiungere una felicità più grande. All’interno del libro riporto qualche esempio per costruire giorno per giorno un cammino di consapevolezza verso la felicità personale. Per esempio, inizia scrivendo tutti i giorni tre cose per cui oggi sei felice, perché ripensare a quei momenti e alle vibrazioni positive che quegli istanti ricordano aiuterà a diffondere un maggior benessere mentale anche quando si è giù di corda. Provare per credere! 

 

E se la felicità non sopraggiunge e l’autorevolezza del Leader sembra sfumare, come consiglieresti di approcciare questa situazione? 

Credo fortemente che comunicare il nostro malessere sia doveroso, perché abbiamo una grande responsabilità verso noi stessi. Non bisognerebbe mai arrivare a trascurare se stessi, accrescendo il proprio malessere interiore. Il vero punto della questione è il come comunicare, infatti individuare quale sia la modalità migliore per confrontarsi, con il proprio Leader di riferimento, è sicuramente la chiave di successo. 

Consiglio di analizzare attentamente la situazione, cercando di capire il registro di comunicazione del nostro interlocutore e i suoi schemi di riferimento. Successivamente individuare la modalità di comunicazione, per esempio la richiesta di un incontro formale o un momento più raccolto davanti a un caffè, e infine mettere a terra il quando intraprendere la conversazione, per esempio durante una camminata distensiva, oppure davanti a un piatto di sushi.

Pensando a una mia esperienza personale, durante gli anni della mia formazione mi interfacciavo con un manager particolarmente ostico. Per lungo tempo avevo studiato il modo migliore per interagire con cui e manifestare le mie necessità, in seguito a intense riflessioni avevo capito che la modalità migliore era un dialogo aperto e sincero, mentre il momento migliore era quando doveva recarsi in aeroporto. In uno slancio di coraggio mi proposi di accompagnarlo all’aeroporto, così mi costruii l’occasione per confrontarmi apertamente con lui. Fu un grande momento di consapevolezza.

 

Human Leadership è stato scritto durante i primi mesi di lockdown: nel contesto attuale in cui viviamo anche la Leadership ha subito delle evoluzioni? 

La situazione che stiamo vivendo ci ha messi a nudo, evidenziano ancora di più la nostra umanità. In questi mesi abbiamo raggiunto una maggiore consapevolezza di noi stessi, delle nostre necessità e desideri, e di quelli di chi ci circonda. Un Leader orientato a potenziare il fattore umano dovrebbe inforcare un binocolo con cui rileggere la realtà. Scoprirà che se si allontana lo sguardo e allarga la prospettiva il mondo che ci circonda è costellato di opportunità. Consiglio di affrontare questo momento di transizione con un approccio positivo, ricordando costantemente la potenza dell’ecosistema che ci circonda e delle sue necessità. 

 

Nancy, è stato un piacere confrontarci con te sul tema della Leadership. Ti ringraziamo chiedendo di darci un consiglio per non perdere la rotta durante il percorso di costruzione del proprio io come Human Leader?

Un consiglio prezioso che riporto nel libro è quello di fermarsi e dedicarsi del tempo, ascoltandosi e indagandosi. Il dialogo interno con noi stessi è una leva importantissima durante il percorso di crescita e consapevolezza. Consiglio di non disperdere questo dialogo, bensì di proiettarlo in una timeline che racconti chi siamo, valorizza il viaggio tanto quanto il risultato. Qui un esempio della mia!

 

Timeline, Nancy Cooklin

 

 

A cura di Eleonora Brignoli
Titolo: Human Leadership. Per essere un vero Leader prima bisogna conoscere se stessi
Autore: Nancy Cooklin
Editore: Guerini Next
Anno edizione: 2021