La tradizione vuole che sia l’uomo a lavorare la terra. Questo stereotipo è smentito dai dati che restituiscono una realtà in cui anche le donne sono le vere protagoniste e le aziende agricole gestite da loro gestite contribuiscono in larga parte a sviluppare la vita socioeconomica delle aree rurali.

Secondo i dati Eurostat sulla forza lavoro del 2016, nell’Unione Europea le donne rappresentano il 35,1% della forza lavoro agricola in 28 Stati e rappresentano oltre il 40% in soli cinque Stati membri: Austria (44,5%), Romania (43,1%), Polonia, Grecia e Slovenia (41,1% in ciascuno dei tre Paesi). Sotto l’aspetto manageriale, nel 2013 solo circa un terzo (27,9%) della gestione aziendale in ambito agricolo è assunta dalle donne.

Questo panorama si è evoluto e nel nostro Paese da un’elaborazione di Coldiretti, a fine 2018 emerge che più di 1 azienda agricola su 4 è guidata da donne, su quasi 215mila aziende a livello nazionale. Importante anche la “quota giovane” con il 25% delle aziende agricole gestite da donne under 35.

Anche il mondo del vino è sempre più giovane e rosa. L’edizione 2019 di Vinitaly ha infatti registrato un vero boom per le giovani donne del vino con tantissime innovazioni al femminile.

 

Aziende agricole gestite da donne

Sono diverse le storie di donne che hanno deciso di cambiare vita per dedicarsi allla terra, o che hanno da sempre hanno avuto passione per questo mondo. Donne imprenditrici che hanno coniugato tradizione a innovazione per dedicarsi a un settore ampio e ricco di soddisfazioni, come quello agricolo.

Ma chi sono queste donne che attraverso innovazione, sostenibilità e biodiversità stanno facendo evolvere il mestiere più vecchio del mondo?

Innovazione

Erika Pedrini, 26 anni, ha ideato una cantina tutta in verticale dove produce vini ottenuti da vitigni resistenti alle malattie che eliminano del tutto o quasi l’uso di trattamenti. Il tutto adagiato tra le montagne del Trentino.

Isabella Spagnolo, 48 anni, dell’azienda Iris ha lanciato a Treviso bollicine a zero alcol. Bella 0.0 è prodotto con mosto d’uva e brevettato a livello internazionale, grazie al quale Isabella è approdata sugli scaffali dei supermercati in Qatar.

Ilenia Travaglini, 23 anni da Licciana Nardi, ha unito l’esperienza del padre, macellaio, a quella dell’ambulantato creando una macelleria su ruote che offre gli stessi tagli di una macelleria tradizionale.

La passione per il bestiame e per la vita all’aria aperta è stata troppo forte. Ho detto: “Papà io voglio aprire un’azienda agricola. Apriamo una macelleria moderna: che va dai clienti e non viceversa”. Oggi sono una ragazza che lavora con il sorriso – conclude – e vive serena lavorando molto.

Sostenibilità

Sandra Quarantini in provincia di Ancona, ha creato Color Off dove coltiva piante tintorie per estrarne colorazioni naturali e eseguire tinture su fibre green.

In provincia di Latina, 4 donne di 4 diverse generazioni gestiscono La mia Terra. Tiziana (figlia), mamma e nonna gestiscono un’impresa agricola multifunzionale, al passo coi tempi. Coniugando una consistente produzione di frutta (fragole e prugne) ad una attività di produzione di servizi multifunzionali (agriturismo e scuola in fattoria).

Raffaella Firpo ha lasciato invece la città e con la famiglia si è trasferita in una vecchia cascina a Capriglio, in provincia di Asti. Insieme al marito si adopera per cercare di recuperare e di rilanciare il peperone di Capriglio dalle qualità organolettiche uniche.

Biodiversità

Silvana Crespi De Carolis e Geltrude Moretti nel 1998 riordinando, una vecchia cantina a Civita di Cascia (Perugia) trovarono un vecchio barattolo pieno di semi di roveja, un antico legume con alto contenuto proteico e senza glutine. Dopo aver chiesto lumi ai più anziani del paese, hanno deciso di provare a piantarli nel tentativo di ripristinare questa antica coltura. Il tentativo è andato decisamente a buon fine e la roveja è tornata in vita nel 2006 diventando uno dei presidi protetto da Slow Food. 

Milena Mastropierro, 27 anni, giovane pugliese commercia micro-ortaggi da utilizzare nel campo della ristorazione. Ancora poco diffusi in Italia, sono già in commercio in Nord America e Nord Europa, utilizzati con ottimi risultati per arricchire la gastronomia tradizionale. Sono annoverati tra i superalimenti essendo ricchi di proprietà nutritive come vitamine, minerali, sostanze bioattive e fibre.

Apulia Kundi,  a Bari, formata da un team di tre biologi – Raffaele Settanni, Simona Intini, Flavia Milone – e da un’esperta di partenariati Danila Chiapperini. Start up impegnata nella produzione e coltivazione dell’alga Spirulina, definito il “cibo del futuro”. Le giovani donne sono impegnate nella costruzione e nella valorizzazione di un modello  ecosostenibile.

 

Conclusione

Questi racconti ci fanno superare lo stereotipo iniziale e fanno emergere come il ruolo delle donne anche in questo settore sia importante e mosso da principi forti. innovative. Sempre secondo la Coldiretti, le donne hanno dimostrato capacità di coniugare le sfide del mercato con il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita e l’attenzione al sociale.

Scritto da Ilaria Scarpiello