Uomini che amano le donne: dopo #MeToo è ora di unirsi al grido di #MentorHer!

Tempo di lettura: 1.35”

Si è parlato tanto del movimento #MeToo, ma non del fatto che una delle conseguenze indirette degli scandali legati alle molestie nel mondo dello showbiz – americano e non – è stato il progressivo isolamento degli uomini dalle donne nel posto di lavoro, e in particolare nei contesti di mentorship.

Lo rivela un’indagine di LeanIn e SurveyMonkey, secondo la quale quasi la metà dei manager intervistati si sente a disagio a fare, ad esempio, un viaggio di lavoro o a cenare fuori da solo con una collega. I dati relativi alla mentorship sono ancora più scoraggianti, con un uomo su sei che oggi esiterebbe ad accettare un percorso one to one con una donna, rischiando così di ridurre le talvolta già minori opportunità che una donna ha sul luogo di lavoro, soprattutto in termini di differenza salariale e presenza nelle posizioni apicali.

È per questo che è nato #MentorHer, un movimento internazionale che ha l’ambizioso obiettivo di far comprendere – soprattutto agli uomini – quanto sia importante la mentorship per una carriera di successo, e anche per raggiungere la parità di genere nel posto di lavoro. Tra le principali evidenze della ricerca di LeanIn, infatti, risulta che:

  • le persone che hanno compiuto percorsi di mentorship hanno molte più chance di essere promosse;
  • le donne hanno molte meno possibilità di ricevere feedback e suggerimenti utili dai loro responsabili quando sono uomini;
  • il 62% delle donne ritiene che la mancanza di un mentor sia la causa di minori opportunità professionali.

Oltre alla ricerca, LeanIn ha anche pubblicato una sorta di “guida” per tutti coloro che vogliono sostenere la parità di genere, creare un ambiente di lavoro più “female friendly”, e gestire meglio i loro percorsi di mentorship. Li riproponiamo di seguito:

  • quando si giudica una donna come troppo “bossy, comprendere se si sarebbe pensato lo stesso di un collega uomo;
  • nel valutare le performance chiarire in anticipo quali sono i parametri che saranno considerati, fare in modo che siano comprensibili e misurabili il più possibile;
  • fissare debrief ricorrenti per discutere delle performance, e riconoscere i meriti delle proprie collaboratrici soprattutto quando sono loro stesse ad attribuire i propri successi a fattori esterni invece che alle proprie capacità;
  • incoraggiare l’intervento e la partecipazione femminile durante le riunioni di lavoro;
  • quando c’è bisogno di una figura di supporto, per fare lavori di back office, prendere appunti, riordinare o formare un nuovo arrivato, assegnare questi compiti a uomini e donne in egual misura;
  • cercare di essere in prima persona un buon esempio nel luogo di lavoro. Bastano piccoli gesti: dal non usare un linguaggio maschilista al mostrare un equilibrio tra vita personale e professionale, concedendo senza problemi permessi di maternità/paternità, etc..;
  • estendere il proprio network a colleghe donne e incentivare la mentorship uomo-donna nel proprio ambiente di conoscenze.

Nel mondo sono già tanti i manager che supportano la campagna, a partire dal CEO e dal Cofondatore di Linkedin Jeff Weiner e Reid Hoffman, fino a Mark Zuckenberg. E in Italia, nel nostro piccolo noi come Young Women Network siamo ancora una volta all’avanguardia, e orgogliose di essere tra le prime realtà a promuovere un percorso di Mentorship – Inspiring Mentor – aperto anche a mentori uomini. Un ulteriore passo all’insegna dell’#AchieveMoreTogether, uomini e donne!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *