L’head hunter, il “cacciatore di teste” – THE DAY AFTER

L’head hunter, il “cacciatore di teste” nella sua traduzione italiana.

Young Women Network Roma ha organizzato un incontro con una di loro, Roberta Rachello di ExS – Evolution Experience Success, per offrire alle proprie associate un punto di vista privilegiato sulle modalità di selezione del personale e un’occasione per comprendere meglio quali aspetti del proprio CV e della propria personalità coltivare e imparare a valorizzare.

La Dr.ssa Rachello ha, in primo luogo, raccontato più nel dettaglio come funziona il lavoro delle società di head hunting: un lavoro di vera e propria consulenza che si svolge in team con il cliente, per capirne a fondo le necessità e la tipologia di competenze e skills richieste.

 

Come si svolge la ricerca, nel concreto? Innanzitutto, sulla base delle informazioni raccolte, la società di selezione individua una serie di aziende che potrebbero avere, al proprio interno, profili adeguati alla posizione aperta. Successivamente, si inizia una fase di identificazione dei possibili candidati, anche tramite strumenti come i database precedentemente costruiti, i social network e le segnalazioni da fonte qualificata.

Avviene, dunque, un primo contatto telefonico, solo adesso la rosa di candidati selezionati a questo step viene, dunque, presentata al cliente, previa una verifica delle referenze.

È stato molto interessante poter entrare nel processo di selezione dalla prospettiva opposta a quella che normalmente ci ritroviamo a utilizzare ma l’utilità di questo incontro si è concretizzata anche in una serie di consigli pratici che la Dr.ssa Rachello ha, con grande disponibilità, condiviso con le partecipanti.

Eccone alcuni:

  • se si è al corrente di una ricerca in corso di svolgimento su un profilo professionale corrispondente al proprio, è utile (per il candidato ma anche per l’head hunter) contattare direttamente il selezionatore per manifestare il proprio interesse per la posizione aperta;
  • cercare, nel lavoro quotidiano e nelle varie occasioni di interazione che si presentano, di costruirsi una propria visibilità: spesso il contatto da parte di un head hunter arriva dalla segnalazione di un altro candidato che, per diversi motivi, non è interessato alla posizione aperta;
  • comunicare un’immagine realistica, chiara e distintiva di se stessi. Uno degli elementi più importanti che vanno a ricercare i selezionatori è l’esistenza di un buon fitting tra azienda e candidato, dunque anche il modo di essere di una persona può avere un peso importante: siate voi stesse;
  • è utile preparare bene l’intervista e, durante il suo svolgimento, proporre in maniera proattiva la presentazione di referenze (il selezionatore ve le chiederà comunque, quindi meglio farsi vedere propositive);
  • mantenere un focus sul proprio apporto personale al lavoro nelle precedenti aziende: non “ho partecipato al progetto xxx” ma “nel progetto xxx mi sono occupata delle funzioni y, w, z, che ho sviluppato nel tempo T conseguendo i risultati ABC”;
  • ha estrema importanza la motivazione, che può essere di tre tipi: orientata all’acquisizione di (maggior) potere, al desiderio di sentirsi parte di un gruppo o di una realtà aziendale o al raggiungimento di risultati.

 

Vi lasciamo con la lista dei principali punti di forza, secondo la valutazione degli head hunter, riportati dai candidati di successo – quali pensate di possedere e quali possono essere oggetto di un vostro progetto di miglioramento personale?

– Passione, umiltà e hardwork

– Intuito

– Creatività

– Ascolto e capacità di comprendere le esigenze dei clienti

– Flessibilità

– Capacità di far accadere le cose e di rendere le proprie idee anche le idee degli altri

– Capacità di analizzare i dati e svolgere analisi quantitative

 

 

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