Alessandra Quarta – “Cambio vita senza rimpianti”

2′

Per il mese di maggio, ho scelto di intervistare una cara amica, cresciuta come me a Como, che per aver abbracciato il cambiamento come nel film “Sliding Doors”, dopo la laurea in Economia alla Bocconi e periodi di studio all’estero si è trasferita in Puglia per realizzare un sogno. Non solo la sua storia parla di cambiamento ma lo è anche il prodotto che realizza: il suo vino Rosso Salento IGP che prende il nome dalle sue iniziali: QU.ALE, un sogno nato all’interno di un progetto più grande.

 

1)      Secondo te c’è un momento giusto per cambiare vita?

Sì. É quello in cui senti che non esistono alternative per te: è un momento predestinato. Io quando ho preso questa scelta sapevo che nulla sarebbe stato più lo stesso e che sarebbe valsa “per sempre”, ma non potevo contrastare quel momento. E non ho mai cercato di tornare indietro.

 

2)     Lasciare la città per la campagna è una scelta in controtendenza: cosa ti ha spinto a buttarti?

Ho trovato dei compromessi, ma sapevo che ad aspettarmi ci sarebbe stato un grande tesoro ovvero l’eredità culturale delle zone rurali che, inteso come salvaguardia della cultura collettiva, rientrava in un percorso professionale che avevo già avviato lavorando per un anno all’UNESCO a Roma e poi in Bolivia e Colombia per FOMIN. L’amore per il vino è arrivato subito dopo.

 

3)     Avere un vino a te dedicato, cosa rappresenta?

QU.ALE, “il primo vino democratico”, è una sfida perché parla della mia identità, è il mio modo di stare nel mondo che si riflette in una bottiglia. L’ho creato a nome mio perché volevo che trasparisse la scelta personale. É un vino di rottura che parla di sostenibilità a 360° e dona parte del ricavato in beneficenza, ad una ONLUS a scelta dei consumatori. É un progetto che vuole essere più vicino ai valori e al gusto dei giovani, il vino per tutti e per tutti i giorni.

 

4)     La parte più stressante del tuo lavoro?

È sicuramente l’incertezza delle annate: il maltempo dopo la fioritura, o la pioggia in tempo di vendemmia. Il fatto che è un lavoro che ogni anno riparte da zero e in generale, è la gestione dei rischi.

 

5)     Quanto lavoro c’è dietro alla creazione di un vostro vino?

Moltissimo…ogni vino racconta una storia unica e non è mai banale.

C’è sempre una storia che si rispecchia nel prodotto, e quello specifico risultato è pregno di scelte che hanno attraversato una lunga filiera – che poi si racchiude in una bottiglia che si stappa.

 

6)     Passato o futuro?

Ovviamente futuro

Il futuro delle nostre generazioni è pieno di consapevolezza, non si pensa più a fare le cose bene ma a fare le cose meglio di come sono già state fatte in precedenza.

 

7)      Mese del cambiamento – domanda dedicata:

Il cambiamento a volte è inevitabile a volte lo andiamo a cercare, in ogni caso ci daresti tre consigli per affrontarlo?

Io ho parlato di un cambiamento voluto e mi sono riferita a quella situazione, ma se posso elencare tre consigli ti direi:

  1. Contare sulle persone che ci vogliono bene e non dimenticare di fidarsi dei loro consigli
  2. Sorridere a chi incrocia la tua nuova strada, un sorriso in più può cambiare le tue sorti
  3. Pensare positivo: “Everything will be alright in the end, and if it’s not alright then it’s not the end.”

 

                                                                                                                                                                        Stefania Zappa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *